logotype

Tutte le opere di Lorenza Morandotti sono realizzate in argilla: ovvero nella materia con la quale, secondo i libri sacri, è stato plasmato l’uomo, una sostanza dall’ampia portata metaforica che l’artista milanese rilegge in una chiave spirituale, ma allo stesso tempo aconfessionale. La sua ricerca espressiva è anzitutto una riflessione continua volta ad animare la terra, a trasformarla elevandola, è un tentativo di «andare oltre alla materia grazie alla materia». Il legame con il carattere fisico e chimico degli elementi si intreccia con le parti più profonde del pensiero rendendolo visibile e tangibile. Nella realizzazione delle sue opere l’artista segue di persona tutti i cicli di lavorazione della materia prima , che spesso attinge direttamente dalla natura, dal progetto al lavoro finito. 

In questa occasione Lorenza Morandotti oltre al suo lavoro esporrà un pezzo e una campionatura di terre locali rielaborate, un atto dovuto al territorio che la ospita da anni, proponendo un itinerario ideale che va “dalla contemplazione dei sassi alle stelle”, i Cosmi.

All’inaugurazione Lorenzo Morandotti scrittore e giornalista, omonimo ma non parente, presenterà il libro Anime in viaggio, ed. Esseblu, con testo di Roberto Borghi, libro taccuino scritto dall’artista dopo un viaggio nel deserto dove ha installato alcune opere. Da questa esperienza è nata l’idea della performance interattiva Anime in adozione che verrà presentata dal gallerista Jean Blanchaert (vedi allegato).

…“Figure buffe, incerte, brancolanti”, Annaspatori, Cercatori, Anime tenui, è sempre l'uomo, piccolo o grande, evocato a tante dimensioni, nei suoi limiti, nei suoi sogni, essere vivo e tangibile e ombra di se stesso, presenza silenziosa sullo sfondo di un'assenza, nello slancio a elevarsi dalla materia di cui è fatto.
Nell'idea della mostra e della performance interattiva Anime in adozione che l'artista propone nel contesto della ex chiesa valdese di San Fedele Intelvi, nella valle che la ospita da anni, mi pare di cogliere l'intenzionalità di congiungere la propria elaborazione interiore, che scaturisce dalla consapevolezza della caducità della materia, del mistero di cui è pregna, del trascorrere del tempo e dunque del nostro esistere, alla costante tensione a una trascendenza, a una sublimazione che è propria del miracolo della creazione artistica.
Cristina Rossi

 

2018  dcomedesign  globbersthemes joomla template